Veneto e Friuli Venezia Giulia: un’unione per contare di più
AM
Unire le forze del Veneto e del Friuli Venezia Giulia non è solo un’ipotesi suggestiva: potrebbe rappresentare una scelta strategica per rafforzare il nostro territorio nel contesto nazionale ed europeo. Entrambe le regioni vantano livelli di benessere, salute, istruzione e lavoro tra i più alti d’Italia, e una cooperazione più stretta potrebbe valorizzare queste eccellenze e renderci ancora più competitivi.
Un’unione politica e amministrativa permetterebbe un migliore coordinamento delle politiche industriali, agricole e infrastrutturali, con risparmi importanti grazie alle economie di scala e a una gestione più efficiente delle risorse. Un ente più grande avrebbe inoltre maggiore peso politico e istituzionale, più capacità di negoziare con lo Stato e più autorevolezza per attrarre fondi europei e nazionali.
Naturalmente, ci sono anche delle sfide: le differenze territoriali, culturali e demografiche tra le due regioni non vanno sottovalutate, così come i costi iniziali di transizione e la necessità di armonizzare servizi e strutture. Ma l’esperienza delle fusioni tra Comuni in Italia dimostra che, con una pianificazione attenta e un confronto politico e sociale profondo, i benefici possono superare di gran lunga le difficoltà.
Io credo che valga la pena aprire questa riflessione: un Nord-Est più forte e coeso avrebbe più voce e più strumenti per difendere i propri interessi, costruendo un futuro di sviluppo, autonomia e benessere condiviso.
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