Sanità veneta: la migliore d’Italia, ma alle prese con una grave carenza di personale

Nov 21, 2025By Alessio Morosin

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Nel 2025 il sistema sanitario del Veneto si conferma al vertice nazionale secondo il Rapporto Crea Sanità 2025 dell’Università di Roma Tor Vergata, con un punteggio complessivo del 55%, il più alto tra le regioni italiane. La sanità veneta eccelle per efficienza, equità e qualità dei servizi, registrando punteggi altissimi nei Livelli essenziali di assistenza (LEA), nella prevenzione (97,5) e nella sanità distrettuale (95,6).

La Regione ha investito fortemente per ridurre le liste d’attesa – con il 100% delle prestazioni garantite entro 10 giorni e l’87% entro 30 – e per potenziare le tecnologie sanitarie con un budget annuo di circa 70 milioni di euro.

Tuttavia, dietro le eccellenze emergono criticità importanti sul fronte del personale. Dal 2020 al 2024 il Veneto ha perso 349 medici di base (-11%) e 46 pediatri, con 728 zone carenti e 669 incarichi vacanti. Nel 2025 sono previste 862 nuove assunzioni a fronte di 1.018 pensionamenti, mentre tra il 2019 e il 2024 si sono registrate circa 8.000 dimissioni tra medici e infermieri.

Il risultato è un forte squilibrio tra domanda e offerta di cure, con oltre 1.500 assistiti per medico, difficoltà di accesso nelle aree periferiche e carichi di lavoro insostenibili.

La Regione punta a invertire la rotta con nuove assunzioni, formazione mirata e riforme organizzative, ma la sfida del ricambio generazionale resta urgente per mantenere la qualità che ha reso la sanità veneta un modello nazionale.

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