Che futuro può avere il Veneto se non difendiamo la nostra terra?
AM
Il 2025 ci consegna un’immagine chiara: il Veneto è una delle regioni più attente alla sostenibilità, ma non può permettersi di abbassare la guardia. Abbiamo ridotto le emissioni di CO₂ e migliorato la qualità dell’aria, raggiungendo nel 2024 uno dei migliori risultati degli ultimi vent’anni. I nostri fiumi e laghi sono più puliti della media nazionale e la raccolta differenziata è tra le più alte d’Italia.
Ma le sfide sono ancora enormi. Il consumo di suolo continua a crescere, le reti idriche sono inefficienti, troppe aree sono a rischio frane e alluvioni — oltre il 32% del territorio è esposto a eventi estremi. E nelle città l’inquinamento da traffico resta un problema da affrontare con decisione.
La Regione ha avviato piani importanti: incentivi per la mobilità sostenibile, fondi per energie rinnovabili, rottamazione di veicoli inquinanti e progetti di tutela del territorio. Con oltre 12 milioni di euro investiti, stiamo costruendo un Veneto più verde e sicuro.
Io credo che la difesa dell’ambiente sia una missione identitaria: proteggere la nostra terra significa proteggere il futuro dei nostri figli. È tempo di un nuovo patto tra istituzioni, cittadini e imprese per uno sviluppo che rispetti la nostra casa comune.
Insieme possiamo fare del Veneto un modello europeo di sostenibilità. La nostra terra merita coraggio, visione e scelte concrete — ora.
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